E’ finalmente on line il nuvo sito dello IOM Onlus
Istituto Oncologico Marchigiano, associazione Jesi e Vallesina.
“Complicare è facile,
semplificare é difficile.
Per complicare basta aggiungere,
tutto quello che si vuole:
colori, forme, azioni, decorazioni,
personaggi, ambienti pieni di cose.
Tutti sono capaci di complicare.
Pochi sono capaci di semplificare.
Per semplificare bisogna togliere,
e per togliere bisogna sapere che cosa togliere,
come fa lo scultore quando a colpi di scalpello
toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’é in più.
Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno
una scultura bellissima, come si fa a sapere
dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura?
Togliere invece che aggiungere
vuol dire riconoscere l’essenza delle cose
e comunicarle nella loro essenzialità.
Questo processo porta fuori dal tempo e dalle mode….
La semplificazione è il segno dell’intelligenza,
un antico detto cinese dice:
quello che non si può dire in poche parole
non si può dirlo neanche in molte.”
Bruno Munari
Christian Jackson, designer americano, ha realizzato una meravigliosa collezione di illustrazioni dove racconta, con pochi, semplici tratti, le più famose fiabe per bambini.
Munari le avrebbe adorate.
Ho visitato
la straordinaria mostra fotografica di Michael Wolf, Tokyo Compression.
Nato in Germania ma cresciuto negli Stati Uniti, Wolf ha vissuto e fotografato a lungo in Cina concentrando il proprio lavoro sull’identità culturale dei popoli. Le sue fotografie sono esposte al Metropolitan Museum of Art di New York, a Milwakee, Cleveland, Essen, San Francisco, ed in altri autorevoli musei.
La collezione di fotografie Tokyo Compression ritrae i passeggeri della metropolitana di Tokyo. Sono ammassati come animali in un carro di bestiame, sudano attraverso i finestrini anch’essi imperlati di umidità, tengono gli occhi chiusi per la sofferenza, la stanchezza, o più probabilmente per cercare di imamginare di essere altrove. Chi è stato a Tokyo sarà sicuramente rimasto impressionato dagli uomini “con i guanti bianchi” che spingono i passeggeri all’interno delle carrozze della metopolitana per farne entrare il più possibile. I passeggeri dormono spesso durante il tragitto, i più fortunati sono seduti.
L’abilità di Wolf è quella di cogliere l’espressione dell’attimo. Non sono foto costruite in studio, con un set ed un’illuminazione adeguata. Sono attimi strappati prima che il treno riparta con il suo carico umano. E la bellezza dele progetto sta proprio in tale semplicità, e nell’idea in esso contenuta.
Il libro con l’intera serie fotografica, premiata anche con il prestigioso World Press Photo, è in vendita da Amazon.
A whole world waits for you when you turn out the lights. In our dreams, lie childish figures, random shapes and half remembered memories. Each one is different yet somehow the same. Ana Somnia is a generative art project that emulates how we dream. Dim your lights to enter Ana`s dreamworld.
spegnete tutto, e buona visione.